LA TARTARUGHINA DI SU COCCOI





2 Aprile 2020 eccoci con l' appuntamento della nostra rubrica #litalianelpiatto per l'uscita del mese di Aprile dal titolo : Mamma ho fame: un piatto divertente per i bimbi dove pensiamo anche ai piccoli con un piatto tradizionale o con prodotti tipici del territorio, creativo e coreografico. In rappresentanza della Sardegna per la merenda dei bimbi, vi presento LA TARTARUGHINA DI SU COCCOI ossia il pane sardo a pasta dura. Su Coccoi è un tipo di pane di pasta dura dalla crosta dorata e croccante e dalla mollic soffice ma compatta con alveolatura fitta e minuta immancabile sulle tavole delle feste comandate e nei matrimoni dell'Isola. Anche nella sua forma più semplice è inconfondibile e divertente, con le sue punte croccanti da strappare una dopo l'altra.  
Su Coccoi deve il suo nome ad un impasto poco idratato da cui nasce, molto difficile e lungo da lavorare. Contiene infatti pochissima acqua in rapporto alla farina ( circa il 50% in peso ).
In Sardegna la tradizione vuole che per questo tipo di pane ( e non solo ) si usino sempre solo semola rimacinata di grano duro e lievito madre o " frammentu ", poca acqua e un pò di sale. Un tempo privilegio di pochi e per tutti gli altri disponibile solo nei giorni di festa.
Per ottenere la consistenza tipica del pane a pasta dura, limpasto viene lavorato a lungo, fino a che non diventa bianco e liscio, ma non troppo elastico. A questo punto si passa alla decorazione delle forme, un procedimento molto complesso eseguito con l’uso esclusivo di 3 attrezzi:
Sa serretta , una rotella dentata per realizzare i tipici “corni” lungo il perimetro
S’arrasoyedda, un coltellino  per intagliare la parte superiore, chiamato anche corteddu de pesai (coltello per far crescere o gonfiare)  e delle piccole forbici, per fare ulteriori tagli sulle "punte"
Il risultato ottenuto dalle mani più esperte è una vera e propria scultura di pane.
Nei tempi antichi la preparazione del pane a pasta dura vedeva protagoniste le donne e il tradizionale forno a legna a cupola, presente in quasi tutte le case.
Alla panificazione partecipavano non solo le donne di casa ma anche quelle del vicinato, che spesso venivano remunerate in pane. Ognuna aveva un compito ben preciso: chi impastava, chi  decorava e chi infornava.
La lavorazione, molto lunga e laboriosa, iniziava di solito all’alba per poi terminare la sera con la cottura.
Secondo la leggenda furono le fate che che vivevano nelle grotte, le famose janas, ad attrarre una donna per introdurla all’arte della panificazione, lasciandole in eredità su frammentu.
Nella lavorazione quotidiana le forme di questo pane, sono più semplici mentre è proprio durante le feste che  esplodono ricami che trasformano questi pani in dei veri e propri pizzi.
Così nel periodo di Pasqua avremo su coccoi cun s'ou , una coroncina di pane a pasta dura che circonda un uovo sodo,simbolo della resurrezione di Cristo, in passato questo pane veniva regalato ai bambini, sostituendo il tradizionale uovo di Pasqua.
Ad oggi rimane la tradizione di preparare questo particolare pane a pasta dura da utilizzare magari come segnaposto durante il pranzo.
Durante i matrimoni o le feste di fidanzamento il pane assume invece la forma di un bouquet fiorito o di un cuore con ricamati al di sopra fiori, uccellini e frutta, simbolo di prosperità e buon augurio.
La ritualità del Su Coccoi è talmente importante e radicata nell’isola da aver portato alla creazione nel paese di Borore di un “Museo del Pane Rituale” che dal 2006 espone più di 300 tipi di pane e dolci tradizionali, tra i quali appunto “su coccoi” in tutte le sue forme.


INGREDIENTI :

1 Kg di semola ;
30 gr di lievito madre;
20 gr di sale;
q.b. di acqua ( 50% del peso della farina )

PROCEDIMENTO:

Impastare la semola con il lievito madre stemperato in poca acqua tiepida. 






Lavorare a lungo aggiungendo di tanto in tanto acqua tiepida leggermente salata, fino a ottenere un impasto liscio e consistente.
Coprire l'impasto con pellicola da cucina o con un telo e fatelo lievitare nella parte più bassa del frigo tutta la notte .




Procedere poi alla formazione dei pani e alla decorazione manuale o come da fotografico alla realizzazione della tartaruga.

Formate una pallina che sarà il corpo della tartaruga, stendete con il mattarello un'altra palla dandogli una forma sferica che posizionerete sopra la prima palla. 






Prelevate un pezzo di pasta e realizzate dei larghi cilindri da cui ricaverete 4 zampine e posizionateli sotto il carapace, bagnandoli con un pò di acqua fredda per farli aderire al corpo della tartaruga. 



Con le forbici praticate due tagli su ciascuna delle zampette. Prelevate un altro pezzo di pasta e formate una palla dalla forma allungata verso la fine  e formate la testa che posizionerete sotto la calotta. 

Praticate un taglio con le forbici per formare la bocca e tenetela aperta con una pallina di carta forno o carta stagnola ( durante la seconda lievitazione la bocca potrebbe chiudersi ). 



Con due grani di pepe nero formate gli occhi e con la punta delle forbici praticate tanti taglietti sulla calotta della tartaruga dando spazio alla vostra creatività. 




La pasta cosi decorata dovrà lievitare su dei teli di cotone per altre due ore.
Procedere poi alla cottura, preferibilmente in forno a legna o in alternativa a 200-220° per 40 minuti.
Sfornate, lasciate raffreddare e servite con delle foglie di lattuga fresca e fettine di salsiccia sarda stagionata.




Con la pasta rimasta ho realizzato altre due forme che poi ho lasciato lievitare e cotto.



Vi presento le mie bravissime colleghe, i loro Blog e le loro ricette, rappresentanti delle altre Regioni Italiane:

Valle d’Aosta: Coniglietti di Mecoulin di Cogne https://www.delizieeconfidenze.com/2020/04/mecoulin-di-cogne.html
Piemonte: Tramezzini alla Piemontese con salsa tonnata e uova sode per L'Italia nel Piatto https://www.lacascatadeisapori.it/tramezzini-alla-piemontese-con-salsa-tonnata-e-uova-sode-per-l'italia-nel-piatto/
Veneto: Cicchetto: uova ripiene di primavera https://www.ilfiordicappero.com/2020/04/uova-ripiene.html
Friuli Venezia Giulia: Lecca lecca di frico friabile
https://www.blogthatsamore.it/2020/04/lecca-lecca-di-frico-friabile.html
Toscana: Orsacchiotto di pancakes alla farina di castagne con crema alla ricotta https://acquacottaf.blogspot.com/2020/04/orsacchiotto-di-pancakes-alla-farina-di.html
Molise: Il Principe Ranallo - Sofficiotto al caciocavallo http://tartetatina.it/2020/04/02/ranallo-sofficio…-al-caciocavallo/

Commenti

  1. Ciao Dani è proprio simpatica (e buonissima) la tua tartarughina! Un abbraccio grande e tanti auguri :)

    RispondiElimina
  2. Ma che bella questa tartaruga ^_^

    RispondiElimina
  3. Ma che carina questa tartarughina!!! Un'idea davvero deliziosa!
    Un saluto

    RispondiElimina
  4. Ti è venuta talmente bene che sembra finta. Ero molto curiosa di vedere come avevi fatto per realizzare la tartaruga. Bravissima.

    RispondiElimina
  5. ma questa tartarughina è bellissima! complimenti Dany e tanti auguri!

    RispondiElimina
  6. fantastica Sardegna! Quanta tradizione e che ricette piene di storia! Bella proprio questa tartarughina! un abbraccio

    RispondiElimina
  7. Carinissima e deliziosa la tua tartarughina Daniela!
    Bacio grande,
    Mary

    RispondiElimina
  8. Un capolavoro questa tartarughina!

    RispondiElimina

Posta un commento

Post più popolari