sabato 2 dicembre 2017

PILAU ALLA CAGLIARITANA CON FRUTTI DI MARE










#Italianelpiatto 2 Dicembre 2017. La nostra rubrica di cucina tradizionale italiana per questa uscita mensile presenta Natale doni di gusto! E io in rappresentanza della Sardegna per la tavola di Natale vi propongo questa saporita ricetta che racchiude tutti i profumi e i sapori del mare. La cucina tipica della Sardegna è molto variegata e gustosa con piatti ricchi di una tradizione che si perde nella notte dei tempi. Bisogna fare una prima distinzione, in Sardegna c'è la classica cucina Pastorale tipica dell'entroterra che è una cucina essenzialmente povera ma gustosissima a base di carni tipiche del territorio e i tipici formaggi, primo fra tutti il pecorino e c'è la cucina tipica della costa ovvero delle città vicino al mare quindi sostanzialmente a base di pesce e verdure.Adesso che abbiamo fatto  questa distinzione cerchiamo, di capire quali sono i piatti tipici che i sardi mettono in tavola e che proprio non possono mancare per un Natale che si rispetti o meglio che rispetti la tradizione isolana. Intanto partiamo dalla ricetta che vi presento oggi il PILAU ALLA CAGLIARITANA CON FRUTTI DI MARE dove per Pilau si intende la fregola grossa, una pasta tipica di semola di grano duro, lavorata con l'acqua fino a formare delle piccole palline che poi vengono tostate al forno.


 Cit. Secondo alcuni studiosi , sembra che il Garum, un'antica salsa di pesce di aceto e miele, molto apprezzata dai patrizi romani, provenisse anche dalla Sardegna. Gli scavi effettuati nella zona del porto di Cagliari testimoniano come le antiche popolazioni delle coste cagliaritane non abbiano mai interrotto i rapporti con il mare e con la pesca. Si possono riconoscere sull'isola influenze pisano-genovese, specie nel sud-ovest dell'isola; la terza è indubbiamente quella algherese, con influssi catalani e che si estende su tutta la costa da Alghero fino alle Bocche di Bonifacio. Nei centri costieri, soprattutto Cagliari, Carloforte, Oristano, Alghero, Castelsardo, Santa Teresa di Gallura, La Maddalena, Olbia, i piatti a base di pesce e crostacei sono innumerevoli con ricette che esaltano le qualità locali.

A Cagliari i piatti tipici sono la Fregula cun cociula (fregula con le arselle); le Còcciulas e cotzas a sa schiscionera (arselle e cozze cucinate in tegame), e poi la Burrida a sa casteddaia, http://dolcitentazionidautore.blogspot.it/2016/03/sa-burrida-sa-casteddaia.html, un piatto a base di gattuccio marino, aceto e noci, la Cassòla, una zuppa di vari pesci, crostacei e molluschi; l'Aligusta a sa casteddaia (aragosta condita alla cagliaritana); seguono gli spaghetti con arselle e bottarga e gli Spaghittus cun arrizzonis ossia spaghetti ai ricci di mare serviti anche in varianti con carciofi o con asparagi selvatici per i palati più sofisticati.
Nelle coste sulcitane si trovano alcune delle più antiche tonnare del Mediterraneo. La cucina risente dei forti influssi genovesi ed è fortemente basata sulla pesca del tonno rosso e sui prodotti collegati a tale pesca, come la bottarga, il cuore di tonno, il Musciame, la Buzzonaglia, il Lattume senza dimenticare il Cascà, un cuscus di semola con sole verdure, di origine tabarchina.
Nella cucina tipica dell'oristanese e negli stagni di Cabras, ma anche a Bosa, sono molto apprezzate le anguille. Gli stagni sono ricchi di pesce e dalle uova di questi si produce la bottarga di muggine (uova di cefalo essiccate sotto sale) che può essere consumata in sottili strisce condita con olio, oltre che grattugiata sulla pasta. Altro prodotto caratteristico è Sa Merca, costituita da tranci di muggine bollito e salato, avvolti in una sacca di erba palustre, la zibba ( Obione), utilizzata a scopo di conservazione. Si può inoltre gustare una variante della Burrida (gattuccio), ma anche muggini arrosto e anguille allo spiedo e poi spigole, dentici e orate.
Ad Alghero le aragoste sono molto pregiate e sono preparate alla maniera catalana ossia bollita con pomodori, sedano e cipolla e accompagnata con una salsa ottenuta dalla testa con aggiunta di succo di limone, olio d'oliva, sale e pepe. Anche la razza in agliata è una specialità algherese e si prepara lessandola e ricoprendola di sugo di pomodoro, aceto, aglio e prezzemolo. Come potete vedere la cucina isolana è ricchissima di ricette tradizionali a base di frutti di mare e pesci prelibati. Preparate quindi i cucchiai e tuffatevi in un mare di sapori e sensazioni olfattive paradisiache.

INGREDIENTI per 8 persone;

300 gr di fregola grossa tostata;

1 kg di arselle ( vongole ) con la valva;

1 kg di cozze con la valva;

500 gr di gamberi freschi più 8 gamberi più grandi per terminare il piatto;

2 lt di fumetto di pesce;

q.b. di acqua filtrata dalla apertura dei frutti di mare;

una cipolla;

uno spicchio di aglio;

3 pomodori rossi;

un cucchiaio di concentrato di pomodoro;

q.b di prezzemolo fresco;

q.b. di olio extra vergine di oliva:

q.b. di sale e peperoncino.













PROCEDIMENTO:

Pulite le cozze e spurgate le arselle. Pulite i gamberi ( non quelli più grandi ) eliminando la testa, il budellino e il carapace. Lavate i pomodori e tagliateli a piccoli pezzetti.

 Sbucciate e tritate la cipolla. Sbucciate, tagliate a metà lo spicchio di aglio e privatelo dell'anima. prendete una piccola padella, aggiungete un cucchiaino di olio evo, scaldatelo, aggiungete i gamberi non sgusciati e fateli rosolare due minuti per parte. Lasciateli da parte in caldo. Prendete una capace padella tipo wok, mettete un goccio di olio evo e una metà dello spicchio d'aglio.


 Fate rosolare leggermente, aggiungete le cozze e le arselle, coprite con il coperchio e fate cuocere per circa 10 minuti finchè non si saranno aperti. Toglieteli dalla pentola e filtrate l'acqua di cottura. Tenetela da parte in caldo.

Eliminate il mollusco dalla valva lasciandone solo qualcuno intero che vi servirà per la decorazione finale del piatto.

Nel frattempo prendete una capace pentola dai bordi non troppo alti, mettete un paio di cucchiai di olio evo, aggiungete l'altra metà dello spicchio d'aglio, la cipolla tritata e il peperoncino.


 Fate rosolare, aggiungete i pomodori e il concentrato. Fate cuocere un minuto, aggiungete i gamberi e dopo un minuto i molluschi sgusciati.




Bagnate con l'acqua di cottura dei molluschi e salate leggermente ( poco perchè il fumetto è già saporito ).
Appena il liquido di cottura raggiunge il bollore, aggiungete la fregola e un paio di cucchiai di fumetto ( io l'ho realizzato con mezzo pomodoro rosso, due pomodori secchi, un pò di prezzemolo in gambo, una cipolla e due carote. Ho portato a bollore e ho aggiunto la testa e la lisca di un merluzzo fresco, un pizzico di sale. Ho portato nuovamente a bollore e lasciato cuocere per circa 15 minuti. Fate in modo che rimanga bollente così da poterlo versare man mano per la cottura della fregola).



Dopo aver aggiunto la fregola mantenete sempre il bollore e mescolate spesso.


Man mano che il fumetto si restringe leggermente continuate ad aggiungere due mestoli alla volta fino a che la fregola non sarà cotta ( ci vorranno 18 minuti ). Vi consiglio di lasciare la preparazione abbastanza brodosa perchè raffreddandosi la fregola  tenderà ad asciugarsi. Spolverizzate con un pò di prezzemolo fresco tritato al coltello e servite caldo guarnendo con le cozze, le arselle e i gamberi lasciati da parte.




Vi presento le mie compagne di avventura, le bravissime Blogger rappresentanti delle altre Regioni italiane:

Valle d’Aosta: Tegole e fiocca http://www.acasadivale.ifood.it/201...
Piemonte: Coppa sabauda: il Piemonte va in Toscana https://acquacottaf.blogspot.com/20...
Liguria: Finocchini di Sarzana https://arbanelladibasilico.blogspot.com/...
Lombardia: La crema lodigiana http://www.kucinadikiara.it/2017/12...
Trentino-Alto Adige: Lebkuchen http://www.dolcementeinventando.com/...
Friuli-Venezia Giulia: Putizza http://zuccheroandcannella.it/putizza/
Emilia Romagna: Lo Sburlon, il liquore con mele cotogne https://zibaldoneculinario.blogspot.com/...
Toscana: Cassata fiorentina https://acquacottaf.blogspot.com/20...
Lazio:
Molise: Pizzelle fritte farcite
Campania: Mostaccioli napoletani al caffè https://fusillialtegamino.blogspot.it/...
Basilicata: Le pettole lucane http://blog.giallozafferano.it/lalu...
Puglia: I cuscini di Gesù Bambino https://breakfastdadonaflor.blogspot.com/...
Calabria: I ravioli di ceci https://ilmondodirina.blogspot.com/...
Sicilia: Cassata siciliana al Forno http://www.profumodisicilia.net/201...
Sardegna: Pilau alla Cagliaritana con frutti di mare https://dolcitentazionidautore.blogspot.com/...

martedì 28 novembre 2017

TAGLIATELLE CON PESTO DI PISTACCHI E POMODORINI CILIEGINO



Un pesto alternativo dal sapore molto delicato che ben si sposa con il sapore leggermente acidulo del ciliegino. Connubio perfetto per un piatto che nella sua semplicità e cremosità lascerà stupiti i vostri commensali. Provate e fatemi sapere.



INGREDIENTI per 6 persone;

500 gr di tagliatelle fresche;

300 gr di pomodorini ciliegino;

una cipolla bionda;

q.b. di pesto al pistacchio;

q.b. di olio extra vergine di oliva;

q.b. di parmigiano grattugiato;

q.b. di acqua di cottura della pasta,

q.b. di sale.

Per il pesto di pistacchi; 

500 gr di pistacchi sgusciati non salati;

q.b. di olio extra vregine di oliva,

q.b. di sale.

PROCEDIMENTO:

Qualche giorno prima preparate il pesto ( in un mixer mettete i pistacchi, un pizzico di sale, azionate le lame  e aggiungete  tanto olio evo quanto basta fino a creare una crema densa), mettetelo nei vasetti di vetro ermetici e copritelo con olio evo. Conservate in luogo fresco e asciutto, lontano da luce e calore.
In una capace pentola portate ad ebollizione l'acqua per la cottura delle tagliatelle.
Nel frattempo, in una capace padella antiaderente,mettete un filo di olio evo, sbucciate e tagliate a piccoli pezzetti la cipolla e fatela rosolare per circa 2 minuti. Lavate e tagliate in quattro parti i pomodorini, aggiungeteli alla cipolla e fate insaporire qualche minuto.


Aggiustate di sale e aggiungete un paio di cucchiai di pesto.

 Aggiungete un mestolo di acqua di cottura e lasciate in caldo. Appena l'acqua raggiunge il bollore, salatela e cuocete le tagliatelle per due minuti. Riaccendete la fiamma sotto la padella con il condimento e scolateci dentro le tagliatelle che dovranno terminare qui la loro cottura. Aggiungete qualche mestolo di acqua di cottura che vi servirà a formare un densa cremina e a far si che le tagliatelle in quanto pasta fresca non si asciughino prima del servizio. Mantecate con abbondante parmigiano grattugiato e servite caldissimo.


venerdì 24 novembre 2017

PURCRABU ( CINGHIALE ) IN AGRODOLCE




                                          






Ancora ricette della tradizione sarda per la nostra rubrica L'Italia nel piatto. Quest'anno vogliamo farvi un regalo strepitoso: una raccolta di ricette della tradizione italiana regione per regione che verrà pubblicata sulla pagina della nostra Rubrica l' 8 di Dicembre. Quindi se per il pranzo di Natale non avete ancora nessuna idea, ve la diamo noi! E questa è il mio regalo di Natale per voi. La protagonista della mia tavola per il pranzo di Natale è appunto la Sardegna e voglio regalarvi questa fantastica ricetta per le vostre feste natalizie.  Quante ricette custodite gelosamente e  poco conosciute che mettono in risalto una tradizione ricca di storia e cultura ben poco conosciuta e tramandata. Il protagonista qui è il cinghiale dalla carne con sapore e profumo leggermente selvatico che in questa ricetta viene smorzato dal retrogusto agrodolce dato dallo zucchero e dall'aceto. Io per la ricetta ho utilizzato le cosce di un maialetto cinghialato che mi sono fatta tagliare a tocchi dal mio meraviglioso macellaio, Gianni Manunza. Una ricetta che vi stupirà sicuramente! Da preparare la sera prima così che i sapori possano amalgamarsi per bene e la carne insaporirsi meglio. Se dovesse poi vi dovesse avanzare  un pò di sugo, potete condirvi un piatto di tagliatelle fresche da spolverizzare con del pecorino semi stagionato grattugiato o con del parmigiano grattugiato.

INGREDIENTI per 6 persone:

1,2 Kg di cinghiale ( ideale la coscia tagliata in tocchi );

un dl di olio extravergine di oliva;

una cipolla;

q.b. di prezzemolo fresco tritato;

4 fette di guanciale;

uno spicchio di aglio;

qualche foglia di mirto;

un rametto di timo;

un dl di aceto di vino;

due cucchiai abbondanti di zucchero di canna;

un  mestolo di passata di pomodoro;

q.b. di sale.

PROCEDIMENTO:

In un mixer tritate la cipolla sbucciata e divisa in quarti, l'aglio tagliato a metà e privato dell'anima, le foglie di mirto e il timo.


 Lasciate da parte. In grande tegame di coccio, versate qualche cucchiaio di olio evo, aggiungete il guanciale tagliato a listarelle e fatelo diventare trasparente.



                                                Aggiungete il trito di odori e fate rosolare.


Aggiungete la carne tagliata a tocchi e fatela rosolare da entrambe le parti.



                                     
                                         Aggiungete a questo punto lo zucchero e mescolate.


 Sfumate con l'aceto, mescolate e lasciate asciugare. Aggiungete la passata di pomodoro, regolate di sale, coprite con il coperchio e fate cuocere per un'ora abbondante.


Servite caldo.